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Codice Morale per il Territorio

Premessa
Da alcuni anni si riscontra una rinnovata attenzione per l’ambiente e per i temi legati alla tutela e alla salvaguardia del paesaggio. E’ ormai tesi consolidata che il contesto agrario, inteso come fenomeno produttivo, e, più in generale, il paesaggio frutto dell’opera di antropizzazione e tratto identitario delle comunità locali contribuiscono significativamente a determinare la qualità della vita e quindi la ricerca e l’adozione di modelli e stili di sviluppo sostenibile.
In particolare, è stata riconosciuto il ruolo determinante svolto dalle imprese agricole, in quanto “custodi del paesaggio”. Il coltivatore, infatti, vero e proprio presidio del territorio, svolge un’attività fondamentale nella salvaguardia delle sistemazioni agronomiche che caratterizzano il territorio, tutelando la conservazione dell’ambiente.
Gli agricoltori, inoltre, con il proprio lavoro, hanno svolto per millenni un’importante opera di prevenzione dei dissesti idrogeologici, delle frane e delle inondazioni e hanno plasmato il paesaggio, adattandolo di volta in volta alle mutate esigenze ma sempre in accordo con principi eticamente responsabili.

Recentemente il paesaggio è stato inquadrato in un’ottica più ampia e considerato come parte integrante del patrimonio - non più soltanto ambientale - ma anche culturale dell’Italia, come esplicitato all’articolo 2 del Codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo numero 42 del 22 gennaio 2004 e successive disposizioni integrative e correttive).
Il ruolo determinante svolto dal paesaggio trova inoltre compimento nella sottoscrizione, da parte dei 27 Paesi membri dell’Unione Europea, della Convenzione europea del paesaggio, siglata a Firenze nel 2000 e ratificata in Italia con la legge numero 14 del 2006.
Nella Convenzione europea del paesaggio viene in particolare esplicitato che:
- Il Paesaggio svolge importanti funzioni di interesse generale, sul piano culturale, ecologico, ambientale e sociale e costituisce una risorsa favorevole all'attività economica, e che, se salvaguardato, gestito e pianificato in modo adeguato, può contribuire alla creazione di posti di lavoro.
- Il Paesaggio è in ogni luogo un elemento importante della qualità della vita delle popolazioni: nelle aree urbane e nelle campagne, nei territori degradati, come in quelli di grande qualità, nelle zone considerate eccezionali, come in quelle della vita quotidiana.
Il documento, inoltre, precisa che “il paesaggio rappresenta un elemento chiave del benessere individuale e sociale, e che la sua salvaguardia, la sua gestione e la sua pianificazione comportano diritti e responsabilità per ciascun individuo”.
PERCHE’ UN CODICE ETICO IN PENISOLA SORRENTINA?
La penisola sorrentina è un territorio unico al mondo, la cui fama indiscussa ha attraversato indenne secoli di storia, rivolgimenti culturali, politici ed economici. Il nostro territorio è percepito all’esterno positivamente, e ciò influenza l’economia e la qualità della vita peninsulare, che risulta in media superiore agli standard di molte città e aree italiane. Le antiche vocazioni commerciali che, nel tempo, hanno fatto di Sorrento la città della seta, del ricamo e della tarsia lignea e, la penisola tutta, la terra della produzione ed esportazione in tutto il mondo dei famosi ed inimitabili agrumi, sono state affiancate da un’impetuosa e crescente economia turistica, che oggi è in assoluto l’attività trainante.
La penisola è stata individuata da viaggiatori, artisti, poeti e intellettuali quale meta e base ideale per soggiornare e poi avventurarsi alla scoperta del Golfo.
La collocazione geografica, al centro del Golfo di Napoli, la vicinanza con Capri, Pompei, il Vesuvio, la costiera amalfitana e la stessa Napoli, con Ischia e area flegrea, hanno sicuramente influenzato lo sviluppo e la tipologia dell’economia innescando una veloce evoluzione culturale e commerciale della popolazione che si è sempre più confrontata e interfacciata con le aree limitrofe, organizzandosi in forma di “sistema” per offrire a tutti coloro che hanno desiderato visitare il Golfo di Napoli o la costiera amalfitana un’ospitalità professionale, raffinata e accogliente. In breve il turismo è divenuto la fonte di reddito maggiore e l’economia primaria per tutta la penisola sorrentina.
L’individuazione quale meta turistica da parte di singoli viaggiatori o di operatori turistici è avvenuta con grande naturalezza, non solo per la felice collocazione geografica, ma anche, e diremmo soprattutto, per la bellezza del paesaggio, per l’aria, per i profumi di zagare, per la gentilezza delle popolazioni e la disponibilità ad offrire i propri servizi con capacità e competenza, senza mai perdere quell’identità e autenticità territoriale che ha caratterizzato nel mondo la città di Torna a Surriento e tutta la penisola.
Oggi questo magico equilibrio è a serio rischio di collasso come tutte le cose che vengono utilizzate oltre i propri limiti naturali e che conducono ad uno stress di tutto il sistema produttivo e ambientale. In nome dello sviluppo economico si vanno perdendo di vista quei riferimenti fondanti dello stesso sviluppo e della crescita esponenziale che hanno reso unica la penisola sorrentina: valori assoluti quali il paesaggio, l’aria, la dimensione umana degli spazi e valori, diremmo “immateriali”, quali la cultura, l’atmosfera di autenticità e la forte identità della popolazione e delle sue produzioni caratterizzanti (o tipiche) sono diventati concetti sempre più astratti.
Per questi motivi, al di fuori di qualsiasi retorica, in un momento come quello contemporaneo, di crisi economica, sociale e soprattutto in un momento di smarrimento dei valori, ove le parole cultura e morale sembrano prive di qualsiasi senso, si registra una impellente necessità di mettere al centro dell’attenzione l’ambiente. Ambiente che è il contenitore nel quale viviamo e che incessantemente, inopportunamente e, spesso inconsapevolmente, consumiamo e trasformiamo in peggio. L’ambiente, non è una parola vuota, ma contiene in sé ciò che di prezioso abbiamo la fortuna di “possedere”, ereditato dalla nostra antica storia: il paesaggio, la cultura materiale e gli stessi uomini che ancora conservano e mettono in atto antiche tradizioni produttive, come la coltivazione degli agrumi delle noci, degli oliveti, dei vigneti, dell’artigianato ecc. In una parola, l’ambiente è il volano per una forte e sana economia.
In linea con i più aggiornati indirizzi della Comunità Europea e in risposta ad una domanda sempre più pressante di vivibilità e di sviluppo sostenibile, riteniamo indispensabile lavorare per la valorizzazione e il recupero dell’identità della Penisola Sorrentina che si va perdendo nel dedalo della globalizzazione mondiale. Tutto ciò che ha contribuito alla fama della Penisola e alla sua fortuna economica e sociale si dissolve o tende a ridursi ai minimi termini nell’indifferenza generale: l’artigianato è solo un ricordo, la produzione di prodotti tipici è a rischio estinzione, la frequentazione di artisti, musicisti, poeti e letterati provenienti da tutto il mondo per farsi ispirare dai luoghi e dal paesaggio è una lontana reminiscenza. Il Paesaggio, che tanto l’ha resa celebre, va mantenuto, tutelato e valorizzato, rispondendo allo stesso tempo alla domanda posta dai nuovi andamenti turistici e commerciali che cercano e chiedono territori con forti e autentiche caratterizzazioni locali, che sappiano offrire prodotti unici e di qualità eccellente, da acquistare e portare a casa. Se è vero che il turismo è l’economia trainante della penisola, si dovrà attivare un circolo virtuoso per fare in modo che gli ospiti del territorio (turisti) possano portare nelle proprie case non solo tutti i ricordi positivi accumulati nel corso del proprio soggiorno (bellezza del paesaggio, senso di sicurezza e tranquillità, gusti e sapori provati in ristoranti e hotel, manifestazioni e cultura, musei e quant’altro si possa offrire per garantire una buona vacanza), ma possano portare materialmente con sé anche i nostri prodotti tipici, (olio DOP, limone IGP, vino DOC, arance, noci e pomodori di Sorrento, ecc.) che una volta a casa, rinnovino nella memoria i ricordi positivi della vacanza appena conclusa e ristorino economicamente i produttori locali. Un sistema territoriale e turistico efficiente ed efficace, che comunica una forte identità e un carattere peculiare, che mantiene in vita il proprio paesaggio, favorendo ed incoraggiando le proprie produzioni locali, deve almeno partire da queste considerazioni minime, per affrontare il proprio futuro con serenità e determinazione.
Questo progetto vuole mettere al centro la valorizzazione e la tutela dell’ambiente anche perché da ciò scaturisce lo sviluppo dell’economia e il benessere sociale e culturale di tutto il territorio.
Siamo convinti di voler lasciare ad altre realtà e ad altri ambiti più vocati del nostro, la produzione e il consumo massivo di prodotti industriali, per quanto di qualità essi siano. Il nostro vuole essere un invito ad aderire ad un progetto che lavori alla realizzazione di un’idea: concretizzare uno stile di vita che metta al centro l’uomo, nel suo ambiente, con principi di moralità, con il proprio prodotto artigianale, proveniente dalla nostra terra, curato nei minimi dettagli, con il valore aggiunto della massima qualità, della unicità e della immediata riconoscibilità. In questo modo si potrebbe attivare un circolo virtuoso che vedrebbe quali attori di questo impegno i produttori agricoli, i consorzi, le associazioni, le cooperative agricole e i consumatori, rappresentati dalla popolazione locale, dall’imprenditoria alberghiera e da quella della ristorazione.
Si vuole scongiurare la possibilità che le aree agricole siano abbandonate dagli agricoltori perché non producono reddito ma solo spese, che i fondi agricoli anche piccoli (i cui proprietari in genere non sono agricoltori) siano trasformati in spazi urbanizzati, che le colture autoctone o tradizionali non siano conservate e curate, si vogliono attuare azioni volte alla sensibilizzazione e all’educazione di “un consumo sostenibile”, incentivando la produzione e l’uso, per quanto possibile, di prodotti cosiddetti a chilometri zero e in genere a diminuire gli sprechi, invitando al “non consumo insostenibile”, cioè a non consumare prodotti provenienti da paesi lontani, inquinanti, contraffatti o di dubbia provenienza. Si vuole comunicare questo nostro impegno a tutti e realizzare concretamente un modello virtuoso di uno sviluppo economico e territoriale possibile e compatibile con l’uomo e con l’ambiente.

FINALITA’

Il presente Codice è la carta dei diritti e dei doveri morali di quanti hanno la responsabilità di salvaguardare e custodire il paesaggio della Penisola Sorrentina e di quanti, pur non ricoprendo ruoli pubblici o privati di responsabilità intendono aderire alle linee guida tracciate nel Codice stesso e dunque contribuire a realizzare le finalità in esso contenute. Impegna a tutelare l’ambiente ed il paesaggio, ricercando costantemente un equilibrio tra le proprie iniziative e le imprescindibili esigenze ambientali, in considerazione dei diritti delle generazioni presenti e future.
Ciascun firmatario del Codice si impegna, per quanto di propria competenza e nell’ambito delle proprie funzioni, a sostenere l'agricoltura intesa come attività di pubblico interesse a tutela del territorio, del suolo e delle acque. Si impegna ad orientare il proprio operato perseguendo l’obiettivo di contrastare il progressivo abbandono delle attività agricole che si registra in penisola sorrentina, e a collaborare alla salvaguardia, alla gestione e alla pianificazione del paesaggio, adottando criteri di ottimizzazione energetica, prevenzione dell'inquinamento e minimizzazione dei rifiuti prodotti, dando atto che gli agricoltori hanno avuto un ruolo ed importanza primaria per millenni, svolgendo un complesso e silenzioso lavoro di pubblico interesse, attraverso il minuzioso controllo del deflusso delle acque, evitando l'erosione dei terreni, la prevenzione dei dissesti idrogeologici, delle frane e delle inondazioni, plasmando con la loro attività il paesaggio, adattandolo di volta in volta alle mutate esigenze ma sempre in accordo con principi eticamente responsabili.
Tuttavia, si è certi che, pur riconoscendo il ruolo fondamentale svolto dalle imprese agricole quali “custodi del paesaggio”, resta indispensabile estendere tale impegno a tutte le istituzioni, le associazioni di categoria, le cooperative, le imprese operanti sul nostro territorio, gli operatori culturali i privati cittadini e in altre parole tutto il “sistema penisola sorrentina”.
Come accennato in premessa con la Convenzione europea del paesaggio 2000, ratificata dall’Italia con la legge 14/2006, viene individuata una definizione univoca del paesaggio: strumento per sviluppare, in misura rilevante, un interesse generale dei cittadini europei, sul piano culturale, ambientale e sociale, visto che rappresenta una risorsa positiva per l’attività economica. Per tali motivi e nello spirito di voler recepire e, per certi versi, anticipare in parte l’applicazione degli indirizzi contenuti nella legge 14/2006, permane la necessità di riconoscere la stretta connessione tra paesaggio e attività agricola e dunque l’importanza di valorizzare e tutelare le risorse rurali e in particolare le aree dedicate alle produzioni di qualità, in specie agrumeti, uliveti, vigneti e castagneti.

Effettua il download del protocollo d'intesa e relativo allegato sottoscritto dai Sindaci della Penisola Sorrentina il 27.06.2011.

Leggi la documentazione in Amministrazione Trasparente

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