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Legalità: protocollo di intesa tra Sorrento e Perugia. L'intervento di Antonio Ingroia
06-05-2011

E stato siglato stamane, al teatro Tasso di Sorrento, un protocollo di intesa per la legalità tra il Comune di Sorrento e la Provincia di Perugia.
L'iniziativa si è svolta nell'ambito del forum dal titolo "Lo Stato siamo noi", promosso dall'assessore ai rapporti con gli enti del Comune di Sorrento, Mariano Pontecorvo, che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del procuratore aggiunto della Dda di Palermo, Antonio Ingroia.
A sottoscrivere il documento, Donatella Porzi, assessore alla Cultura e alle Attività sociali della Provincia di Perugia e il sindaco di Sorrento, Giuseppe Cuomo.
Il documento mira a realizzare iniziative socio-culturali volte a favorire la diffusione della legalità e della partecipazione democratica, e segue in ordine di tempo altri accordi di collaborazione già siglati tra le Province di Perugia, Catania, Palermo, Ragusa e i Comuni di Corleone e Monreale.
"In concreto, i vertici degli enti locali coinvolti si impegnano a coordinare iniziative che privilegino il tema della legalità, della difesa dei diritti umani e della promozione del territorio - ha spiegato l'assessore Pontecorvo - nell'ottica di una sinergia tra le seppur diverse realtà territoriali, che non potrà che essere di beneficio, oltre che per le rispettive comunità locali, anche per tutto il territorio nazionale ed europeo".
Presenti al forum, seguìto alla cerimonia della firma del protocollo, anche Claudio d'Isa, consigliere della IV sezione penale della Corte di Cassazione, Mauro Casinghini e Daniele Danese, rispettivamente direttore e responsabile sanitario del Corpo Italiano di Soccorso dell'Ordine di Malta, Gaetano Porcasi, "pittore antimafia" e, in qualità di moderatore, il giornalista Samuele Ciambriello.
"Sorrento non poteva non rendersi promotore di una manifestazione volta ad esaltare il senso ed il significato del rispetto della legalità - ha dichiarato il sindaco di Sorrento, Giuseppe Cuomo - Il forum si pone nel solco di una serie di manifestazioni che vedono impegnata l´amministrazione comunale e l´intera comunità locale attorno a progetti che, partendo dal coinvolgimento delle nuove generazioni, hanno visto e vedono interessati i cittadini di ogni fascia anagrafica e di ogni condizione sociale ed economica. Consapevoli del fatto che la materia affrontata non consenta di abbassare la guardia, continuiamo a testimoniare la sensibilità avvertita su tutto l´intero territorio su aspetti che meritano la massima attenzione. Primo tra tutti quello della lotta da condurre contro le organizzazioni malavitose conosciute con i nomi di mafia, camorra e 'ndrangheta, accomunate da deprecabili radici delinquenziali".
Atteso e applauditissimo, l'intervento di Antonio Ingroia. Incalzato dalle domande dei tanti studenti presenti in sala, ha ricordato i primi passi mossi nella lotta alla mafia, sotto la guida di Paolo Borsellino, prima alla Procura di Marsala e poi a Palermo. E poi l'altro grande "maestro e modello", Giovanni Falcone, e i "giorni terribili delle stragi del '92".
"Non dobbiamo dimenticare - ha spiegato - i sacrifici di magistrati, giornalisti, religiosi e professionisti nella lotta alla criminalità organizzata. La strada è lunga e in salita. Ma, nonostante i passi indietro, le battute di arresto, le polemiche ingenerose, percepisco un progressivo cambiamento che avanza e che trova riscontro nella sempre maggiore attenzione dei giovani. La cultura della parola, che è quella della legalità, sta riconquistando terreno contro la cultura del silenzio che è quella della mafia".
Al termine dell'incontro sono state inangurate una mostra fotografica, a cura dell'associazione dei Cavalieri italiani del Sovrano Militare Ordine di Malta, ospitata nei locali del Polo Interuniversitario telematico, presso il chiostro di San Francesco e, nelle sale di Villa Fiorentino, a cura della Fondazione Sorrento, una mostra di pittura di Gaetano Porcasi, autore delle opere che costituiscono il Museo della legalità, la struttura inaugurata nel 2010 dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni, in una casa di Corleone confiscata a Bernardo Provenzano. Una delle opere è stata donata da Porcasi alla città di Sorrento.
a cura del Servizio Ufficio Stampa Ago Press

 


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